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Nonostante i proclami del Governo è ormai certo che il Senato non approverà la legge sulle unioni civili (e la stepchild adoption) entro metà ottobre.
E questo dipende solo in parte dalle migliaia di emendamenti presentati, ad arte, dai vari Giovanardi, Calderoli e così via…
Perché è evidente che se ci fosse la volontà di chi, quasi in solitaria, detiene il potere e decide il destino del paese, la legge ci sarebbe, e ci sarebbe persino il matrimonio egualitario. Il Governo vuole fare questa legge, ma è evidente come non sia affatto una sua priorità… E questa situazione si potrebbe parafrasare con il titolo di un film: “La verità è che non gli piaci abbastanza“.

Le priorità sono “le grandi riforme”, mentre invece la vita delle persone, e le difficoltà che devono affrontare quotidianamente, non contano. Non è importante se, in qualunque città d’Italia eccetto Bologna, una madre o un padre per poter prendere da scuola il proprio figlio o la propria figlia ha bisogno di una delega, vivendo una situazione di disagio e discriminazione. Non è importante se io, unico genitore di Luca per la legge italiana, abbia gli strumenti per potere arrivare ad estromettere dalla vita di nostro figlio l’altro genitore; così come Sergio, non avendo alcun vincolo giuridico, potrebbe impazzire e decidere di disinteressarsi della sua famiglia senza conseguenze. Non è importante che, in caso di morte del genitore legale, un bambino o una bambina con due madri o due padri si ritroverebbe comunque orfano e adottabile. Per non parlare di tutti i problemi concreti della vita di tutti i giorni: le visite dal pediatra e in ospedale, la possibilità di votare nei consigli di classe dei genitori e così via.

Se la vita reale delle persone, se la discriminazione e le difficoltà e le vessazioni che subiscono ogni giorno, se una diseguaglianza immotivata e che va rimossa non contano… cosa conta allora veramente? Siamo ancora esseri umani?

Io non voglio più aspettare che siano i tribunali a sancire dei principi che dovrebbero essere scontati, tanto più se nell’interesse di minori, come è avvenuto ad esempio negli Stati Uniti.

Io non voglio continuare a impiegare il mio tempo a lottare per diritti che ci spettano in un paese che permette ad omofobi ed haters di professione di giudicare le nostre vite e offenderci .

Io voglio una legge adesso.
Noi tutte e tutti dobbiamo pretenderlo.
Le coppie gay e le famiglie omogenitoriali aspettano da troppo tempo: il momento è ORA.

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]