Seleziona una pagina

Oggi è una data importante per la mia famiglia: io e mio marito Sergio festeggiamo (da lontano, lui a Roma e io a Bologna) 10 anni di vita insieme.
Dieci anni in cui faticosamente siamo riusciti a costruire la nostra famiglia, facendo enormi sacrifici e viaggiando da un capo all’altro del mondo (e avendo la possibilità e la fortuna di poterlo fare fra l’altro, a differenza di tante altre coppie).
Dieci anni in cui nel nostro Paese nulla è cambiato e in cui la nostra famiglia tuttora non esiste né ha alcun diritto. Dieci anni di lotte, di corse ad ostacoli e di traguardi spostati sempre più in là, quando sembrava di essere ad un passo.
Come ieri, con la scelta di un partito di non votare il famoso “canguro.
Oggi speravo che io e Sergio non avremmo solo festeggiato i nostri 10 anni insieme, ma anche il primo passo verso l’uguaglianza delle persone gay e lesbiche in Italia, un primo passo verso l’uguaglianza delle nostre famiglie.
E invece con quello che è successo ieri tutto nuovamente è in bilico, a rischio, e in particolare la stepchild adoption, che permetterebbe a Luca e centinaia di bambini di avere pari diritti e dignità degli altri loro coetanei.
Che tristezza! Che amarezza!
Per fortuna Luca non ha nemmeno due anni, altrimenti, se fosse più grande, come potrei trovare le parole giuste per spiegargli che in questi giorni ci sono dei “signori” che fanno a braccio di ferro, ripicche fra partiti, e giocano sulla sua pelle e su quella di centinaia di bambini e famiglie a cui vengono negati diritti senza alcun motivo?
La storia si ricorderà di tutte e tutti loro.
E’ una magra consolazione lo so… ma lasciatemi almeno questo.

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]