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Sarebbe dovuto essere un tranquillo week-end di inizio di dicembre, da stare in casa a farsi le coccole e bere il tè con i biscotti (deteinato per Luca) e preparare insieme l’albero di Natale.

Ma poi ecco che “SNOQ Libere“, una piccola parte del movimento di donne “Se non ora quando” lancia un appello pubblico contro la maternità surrogata sulle pagine di Repubblica… E allora il telefono di mio marito inizia a squillare all’impazzata e sono due giorni che regna il caos. Considerato che è evidente ai più che la maternità surrogata in Italia è illegale ed è comunque una possibilità che all’estero esiste da sempre… perché questo appello proprio adesso che si sta cercando di ottenere una legge sulle unioni civili e la stepchild adoption? No signore firmatarie, non ditemi che questa operazione è genuina. Lo sarebbe stata se fosse stata fatta 2 anni fa o in un futuro all’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili. Adesso invece è proprio un’operazione bieca che mette a rischio il lavoro fatto per garantire alle nostre coppie e ai nostri figli un minimo di diritti. State facendo in modo che i nostri rimangano ancora a lungo figli senza diritti.

Io però, scusatemi, ma oggi non voglio parlarvi oltre di questo tema su cui tanto è stato detto e tanto si dirà, su cui in tanti hanno verità assolute in tasca, persino uomini gay che pensano di sapere cosa sia giusto o sbagliato per delle donne. Se avete voglia di sapere cosa ne pensano altre donne, oltre a Snoq Libere, potete leggere la presa di distanza di Snoq Factory (la parte più numerosa del movimento Snoq), oppure l’intervista fatta da Repubblica a Danielle, che ha aiutato due papà italiani ad allargare la loro famiglia, oppure le belle parole delle donne di Famiglie Arcobalenoo infine la sempre illuminata e illuminante Chiara Lalli.
Io invece torno all’argomento iniziale, il Natale, per ragionare insieme a voi di una vicenda dei giorni scorsi che mi ha molto colpito, quella di Rozzano.
Penso che la conosciate tutti quindi vi evito il lungo riassunto: due mamme volevano avere il permesso di entrare a scuola in orario di mensa e catechizzare i bambini con canti religiosi e il Preside ha negato il permesso.
Da lì si è scatenato l’inferno con tanto di Salvini davanti la scuola che si contendeva un presepe con La Russa e la Gelmini che cantava “Tu scendi dalle stelle…”, che se non fosse drammatico per la violenza che porta con sé questo atteggiamento sarebbe davvero comico.
Eppure non sono indignato per quei personaggi che sfruttano qualunque occasione per un po’ di visibilità, ma per quelle due mamme…
Con tutti i problemi reali che hanno le scuole italiane (riscaldamenti non funzionanti, mancanza di carta igienica e così via) perché si sta in silenzio sul resto e si crea invece un putiferio su una questione così ideologica? Non certamente per il bene dei bambini.

Per i bambini non è tanto importante festeggiare il natale, la pasqua, la festa della mamma o la festa del papà (altri annosi problemi nelle scuole per i bambini orfani di un genitore o con due mamme o due papà), ma piuttosto è importante crescere in una società inclusiva, accogliente. Come possiamo stupirci, poi, del male che ci circonda se non ci impegniamo a costruire una società migliore?

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]