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La strategia di chi fa terrorismo è proprio quella di fare leva sulle nostre più grandi paure tanto da trasformarle in terrore.
E in situazioni come quella attuale – post attentati a Parigi– è difficile far sì che la paura rimanga a livelli accettabili (un meccanismo capace di evitare i pericoli) senza sfociare appunto in terrore.
Io per primo in queste sere, ripensando a quell’orrore, ho avuto una paura profonda, malsana, che in certi momenti mi ha paralizzato i pensieri.
Mi sono domandato, in seguito agli ultimi atti di terrorismo: “In che contesto mondiale crescerà Luca? Crescerà in un mondo meno libero, meno accogliente, più diffidente e in preda a mille paure?“.
Io non voglio che sia così, e detesto chi in questi giorni le paure le alimenta invece che spegnerle, soffiando ulteriore vento sul fuoco del pregiudizio.

Poi per fortuna mi è capitata fra le mani quella bella lettera piena di speranza scritta da un giovane uomo che ha perso la compagna – e madre di suo figlio – nell’attentato.
Quell’uomo ha la mia età e il suo bambino, rimasto orfano, ha la stessa età di Luca.
Non oso immaginare il dolore di quell’uomo e quanto sarà difficile per lui spiegare al figlio un giorno quello che è successo.
Non potrò mai sapere cosa prova, e posso solo lontanamente immaginarlo, perché ho avuto i brividi già al pensiero che Luca possa perdere me o Sergio in un modo così crudele e inaspettato.
E mentre provavo a immedesimarmi in una situazione tanto brutta ho pensato anche che, in effetti, se morissi io, di punto in bianco,Luca oltre a perdere me si troverebbe in una situazione paradossale… suo padre Sergio, infatti, per la legge italiana è considerato un perfetto estraneo. E cosa accadrebbe dunque?
Tutto sarebbe nelle mani di un giudice che potrebbe decidere che Luca non debba stare più con suo padre Sergio, come accade nel bel libro di Melania Mazzucco, “Sei come sei”.
Per colpa dello stato italiano, dunque, Luca si ritroverebbe orfano due volte.

Pensateci quando ragionate a proposito di “stepchild adoption si” o “stepchild adoption” no… Non permettete che ci siano ancora figli senza diritti, bambine e bambini discriminati tutti i giorni. Ormai in quasi tutta europa l’onda dei diritti ha travolto ogni pregiudizio, ultimo in ordine di tempo il Portogallo.
E mentre voi ci riflettete intanto io scaccio via i brutti pensieri facendo addormentare Luca: persi in questo abbraccio caldo sul lettone prima di addormentarci le brutture del mondo là fuori, il terrore e i diritti negati, non esistono… Ci siamo solo noi, e un amore che cresce ogni giorno.

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]