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Su quanto io abbia amato Luca prima ancora che venisse al mondo ho scritto tanto, così come su quanto io lo abbia amato in questi due anni, per quello che ci regala giorno per giorno.
Perché la cosa incredibile, che non avevo messo in conto prima di iniziare questo viaggio, è che sarebbe stato molto di più quello che lui avrebbe insegnato a me, rispetto a quello che io avrei insegnato a lui.

Ho riscoperto il senso del tempo, la gioia delle piccole cose, il calore di un abbraccio. Ho imparato, dopo oltre trent’anni, che avere ragione a tutti i costi non sempre serve, ma a volte è importante piuttosto essere felici.
Ho scoperto che non essere sempre il centro del mio mondo, come il mio carattere ha imposto per tanti anni, e diventarne un co-protagonista mi fa stare bene. Perché è bello certe volte essere semplicemente “papà Ele”, il papà di Luca, senza che questo voglia dire annullare il mio io più profondo.

Infine mi sono stupito nel vedere come questo amore cresca giorno dopo giorno, aggiungendo alla meraviglia del presente la tenerezza per i ricordi del passato. Adesso, che Luca capisce tutto ed ha iniziato a parlare, è dolce e divertente giocare con lui al “quando eri più piccolo” guardando foto e video, rivivendo emozioni passate in fretta per dare spazio ad emozioni nuove.

Se mi avessero detto che l’amore ha il potere di moltiplicarsi, fino a due anni fa non ci avrei creduto.
E oggi invece lo vivo sulla mia pelle e mi sembra una specie di magia.

Le maestre, dopo un anno di nido, ci hanno confermato quello che immaginavamo: è un bimbo sveglio, determinato e allo stesso tempo dolce, socievole e per nulla prevaricatore. E’ un bambino sereno, e questo suo accrescere indipendenza giorno dopo giorno, avendo un mondo tutto suo di cui noi non possiamo e non dobbiamo fare parte, mi riempie il cuore di orgoglio.
Perché io amo Luca come persona, non come “mio figlio”, e voglio che cresca come un essere indipendente dai suoi genitori.
Io spero per lui (ma senza che diventi un obiettivo o un’ossessione o altro) che cresca forte e libero (con tutto quello che potrà comportare un carattere forte nell’adolescenza), che si senta sicuro nell’affrontare il mondo e a spiccare il volo quando sarà il momento (anche se per noi sarà forse difficile il distacco) ma sapendo che quando avrà bisogno noi per lui ci saremo sempre.
Io voglio che Luca sia se stesso, e sia felice: e che sappia che noi lo ameremo comunque, per quello che è.

Sono pensieri banali, mi rendo conto, ma in tempi in cui troppi figli si tolgono la vita perché incompresi dai genitori, spero davvero che per Luca questo messaggio sia sempre chiaro, pure nei momenti più difficili, durante le eventuali litigate furibonde che ci saranno, quando ci scontreremo per piccoli/grandi motivi.

Grazie per questi due splendidi anni, amore mio.
Buon compleanno Luca!

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gaypost.it. Qui tutti gli articoli]