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Una folla allegra e colorata ma determinata, i sorrisi, gli abbracci con vecchi e nuovi amici, i discorsi impegnati e Luca che dorme nel passeggino nonostante il frastuono: immagini ed emozioni da portare nel cuore.
Dopo la bellissima piazza di sabato scorso a Roma delle polemiche delle scorse settimane invece mi resta solo l’eco.
E una grossa convinzione: che senza le famiglie arcobaleno con le loro (nostre) vite e le loro storie (che alcuni, miopi, vedevano quasi come un ostacolo all’approvazione della legge) oggi l’Italia sarebbe un paese più povero, più arretrato, peggiore.

Il piccolo Luca in braccio a Sergio Lo Giudice, l’altro suo papà, e in compagnia del senatore Luigi Manconi (PD)

In più – lasciatemelo dire adesso a mente fredda – sono certo che se si fosse abbandonata a metà strada la legittima rivendicazione delle nostre famiglie, poi orrendamente stralciata nel finale sull’altare del compromesso politico, il ddl Cirinnà sarebbe passato in Senato con ulteriori tagli ai nostri diritti.

La piazza di sabato aveva probabilmente le mie stesse idee ed è per questo che è stata in più momenti un bellissimo omaggio alle famiglie arcobaleno, al coraggio della loro visibilità.
Tutte le persone presenti si sono strette in un ideale abbraccio alle nostre famiglie e ai nostri figli per ricordarci che non dobbiamo arrenderci, che dobbiamo continuare a scrivere la storia insieme e lottare senza lasciare nessuno indietro, e dobbiamo puntare all’unica cosa che, come ho detto qualche giorno fa è accettabile: avere pari diritti e pari dignità per tutte e tutti, per le nostre coppie e le nostre famiglie.

Tutto l’Amore di questo 5 marzo non può essere arginato: arriveremo presto #dirittiallameta, al matrimonio egualitario e oltre.

Ps: vi saluto condividendo con voi il bellissimo discorso che ha fatto sul palco della manifestazione in Piazza del Popolo la presidente di Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia.

“Oggi è un giorno strano… un giorno in cui le emozioni più varie si mescolano insieme: indignazione, delusione, rabbia ma anche speranza.
Abbiamo vissuto in queste settimane in due mondi paralleli: la vita reale da una parte, la vita politica dall’altra.
Ma è la vita reale, la quotidianità quella che scrive la storia!
E la storia di questo paese, le famiglie arcobaleno l’hanno già scritta!
E con l’aiuto di tutti voi.
Da semplici protagonisti siamo diventati finalmente narratori orgogliosi di noi stessi e lo abbiamo fatto aprendo le nostre case a telecamere e giornali e raccontando le nostre vite senza risparmiarci un istante.
È stata dura, è stato faticoso ma siamo felici di averlo fatto!
Anzi, continueremo a farlo, con più forza e più determinazione di prima, perché la verità paga!
Perché la gente è con noi ed è ormai al nostro fianco sempre e ovunque: a scuola, nei parchi, nelle piazze.
E andremo ancora avanti finché l’onda dell’indignazione travolgerà le porte di una politica e di istituzioni incapaci di stare al passo con la realtà.

Perché è impensabile che nel 2016, in un Paese come l’Italia con una Costituzione così bella e importante, in un Paese che ha fondato l’Europa dei diritti, si faccia una legge che non tuteli i bambini, i cittadini più deboli e che oggi sono anche i più discriminati.
Perché la stepchild adoption non garantisce noi, ma i nostri figli!
I tribunali lo confermano giorno dopo giorno con sentenze che ci danno ragione e che evidenziano, ancora una volta, la pochezza della politica italiana.

Noi genitori chiediamo solo “doveri”, sia verso i figli che abbiamo partorito con la pancia e sia verso i figli che abbiamo partorito col cuore.
Perché non è la biologia a rendere genitori ma la responsabilità che ci si assume nel crescere quel bambino con tutto l’amore possibile, ogni giorno e per sempre.
La politica non solo ha perso un’occasione ma ha anche dimostrato il bassissimo livello di molti, troppi suoi rappresentanti che si sono arrogati il diritto di rivolgersi a noi e alle nostre famiglie con toni aggressivi, violenti e ostili.

I nostri amori sono stati offesi, i nostri figli sono stati “stralciati” e quelle parole resteranno purtroppo nella storia, segnate in maniera indelebile non solo nelle nostre menti e nei nostri cuori ma negli atti parlamentari. Quegli stessi atti che i nostri figli potranno consultare e leggere in ogni momento.
Dovrebbero provare solo una grande vergogna quei parlamentari. Vergogna!
E a loro, ma non solo, vogliamo oggi dire una parola chiara.
Qualcuno ha tentato di chiuderci in un angolo, far credere che noi, con le nostre “pretese” (si, le hanno chiamate “pretese”) stavamo rischiando di far saltare tutta la legge. Non è una “pretesa” difendere i propri figli, è quello che farebbe ogni genitore.

Nessuno ci impedirà mai di portare avanti la nostra battaglia ma oggi con estrema chiarezza diciamo che questa legge al ribasso che il parlamento ci ha concesso, deve comunque andare avanti e velocemente.
Ma sia chiaro, non perdoneremo mai i nostri politici di averci tolto oggi la possibilità di gioire veramente di un momento che aspettavamo da trent’anni.
Domani tante famiglie arcobaleno si uniranno civilmente ma lo faranno solo per un grande senso di responsabilità nei confronti dei loro bambini … solo due firme, niente bomboniere o confetti.
Questa non è una festa per noi.
Ma adesso ripartiamo!

Perché mai nessuno potrà toglierci quello che abbiamo conquistato: la nostra dignità, l’orgoglio di essere quello che siamo, la possibilità di scegliere se diventare o meno genitori.
Noi gay, lesbiche, trans siamo ormai usciti da quel cassetto con su scritto “Sterili”, in cui siamo stati relegati per anni.
Non ci entreremo mai più in quel cassetto, sappiatelo!
I figli li facciamo, continueremo a farli e li accudiamo con amore e con responsabilità.
Un proverbio africano dice che per crescere un bambino non bastano una, due persone. Serve un intero villaggio. Questo villaggio dove crescere bene lo stiamo costruendo ora, tutti insieme, qui e adesso.
Noi siamo il primo nucleo, domani sarà tutta l’Italia.
Andiamo avanti come sappiamo fare: con determinazione, orgoglio, e coraggio! Perché la politica deve solo che imparare da noi!
Dritti e uniti verso un unico obiettivo, niente sconti: uguali diritti e uguali doveri per tutti!”

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gaypost.it. Qui tutti gli articoli]