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Quando è nato Luca la prima cosa che mi ha detto mia nonna, sicula doc (che poverina è venuta a mancare poco più di un mese fa) è stato: “ma vi la pijastivu na fimmina ppi aiutarivi cu u carusu?” (che tradotto sarebbe più o meno: “ma avete trovato una ragazza che vi aiuti col bambino?”).

Al mio spiegarle che non c’era bisogno e che, pur essendo due uomini saremmo comunque stati in grado di occuparci di Luca senza che rimanesse digiuno o sommerso da cacca e pipì o qualunque altra cosa terribile, lei, furbamente, tentò di fare leva proprio sulla cacca.

Perché si sa che la cacca dei neonati è, tradizionalmente, la nemica giurata di qualsiasi padre che si rispetti, anche il più progressista in circolazione. E vi assicuro che i papà gay in questo non fanno eccezione, con l’aggravante che nel nostro caso non c’è una povera mamma che si immoli alla causa… Dunque in casa nostra con sorrisi degni del miglior Giuda quando siamo tutti insieme e il nanetto fa i suoi bisogni si tenta di passarlo con nonchalance all’altro come fosse una patata bollente pregando che l’altro si accorga dell’imbroglio quando è ormai troppo tardi e tu sei scappato a gambe levate!

Ok lo confesso, fra me e mio marito io sono quello più stronzo che fa di questi pessimi tiri mancini 🙂

La cacca fa schifo a tutte e a tutti allo stesso modo: papà, mamme, nonne, nonni, zie, zii, tate, tati ecc…Semplicemente le donne (e qui sto un po’ generalizzando in modo simpatico, e un po’ parlando per esperienza diretta) sono abituate a lamentarsi meno di noi maschietti, e se c’è da fare qualcosa, anche non piacevole come cambiare un pannolino che sembra uscito dal peggiore film horror, lo fanno senza necessità di scomodare tutti i santi in paradiso o la migliore tradizione delle commedie melodrammatiche partenopee.

Poi ci sono le donne tipo la mia amica Manuela che non si lamenta semplicemente perché ha un’allergia così forte che non riuscirebbe a sentire un odore qualsiasi nemmeno per miracolo. Beata lei! 🙂

Tornando al cambio dei pannolini, basta prendere le cose per quello che sono: la cacca è appunto cacca. Non è una bomba nucleare (anche se ogni volta che cambi il pannolino ti domandi come faccia un esserino così bello profumato e piccolo a produrre quella quantità industriale di concime naturale nauseabondo), non è la fine del mondo, non è nulla altro che cacca.

Il trucco è non pensarci e pensare ad altro, cosa che comunque avviene nove volte su dieci.

Perché ovviamente mentre cambi il pannolino devi fare un milione di cose difficilissime insieme che, si sa, è opinione comune che noi maschi italici non siamo in grado di fare (pare che l’opzione multitasking sia prerogativa della femmina italica)…

La cosa più importante è innanzitutto assicurarti che tuo figlio stia fermo sul fasciatoio.

Un gioco da ragazzi? No.

Perché il fasciatoio stimola gli istinti suicidi di qualunque neonato… e adesso che Luca è più grande, poi, riuscire a farlo stare fermo è diventato una specie di lotta di wrestling da cui vengo fuori sempre con lividi sparsi su tutto il corpo e in cui sudo dalle sette alle dieci camicie per volta.

Se hai un figlio maschio, poi, hai la certezza matematica che nove volte su dieci lui approfitterà anche solo di mezzo nanosecondo di distrazione per farti la pipì addosso col suo piccolo idrante, non appena si ritroverà libero e felice senza pannolino (e per di più nel farlo si sganascerà dalle risate).

Vi risparmio poi tutte le operazioni che prevedono calma e concentrazione assolute (la pulizia con le salviette, il lavaggio del culetto nel lavandino, la crema allo zinco, il pannolino nuovo ecc…) che nemmeno mia sorella che è chirurgo credo impieghi in sala operatoria: ogni cambio di pannolino con la cacca ti toglie dalle due alle tre ore di vita circa.

Però quando alla fine di tutto questo lo hai cambiato, lui ha strillato, ti ha picchiato, avete sporcato ovunque e già pensi alla ennesima lavatrice da mettere, ti sei slogato il braccio e in bagno sembra che sia scoppiato un lavandino tanta è l’acqua per terra… beh, lui è tutto pulito ti guarda e ti sorride e pensi che per amore dei figli puoi cambiare un pannolino pieno di cacca e fare anche molto, molto altro! 🙂

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]