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Quando qualche giorno fa mi è stato chiesto di commentare le dichiarazioni di Lorella Cuccarini ci ho riflettuto un po’ ed infine ho pensato che non valesse la pena sprecare tempo e fiato – come avevo peraltro già fatto per Dolce & Gabbana – per un’altra che, invece che preoccuparsi di fare il suo mestiere o comunque utilizzare la propria popolarità a favore di qualcosa, si lancia invece in invettive contro le nostre famiglie. Peraltro un’ottima risposta le aveva già dato Heather Parisi.

Per fortuna, in questi giorni, all’oscurantismo di parte del nostro paese fa da contraltare la sentenza di ieri dalla CEDU che condanna l’Italia in tema di mancata tutela legale delle coppie omosessuali e ci conferma una serie di cose che sapevamo già e in particolare tre:
– che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa in tema di diritti civili;
– che non si può procrastinare oltremodo una legge sulle unioni civili persino in Italia (anche se bisognerebbe piuttosto estendere il matrimonio, ma va beh…);
– che le Corti tentano ancora una volta dicolmare il vuoto legislativo dettando l’agenda al nostro Governo e al nostro Parlamento.
A meno di un mese dalla sentenza della Corte Suprema degli USA, dunque, un’altra sentenza storica che segnerà, speriamo, il progresso su certi temi.

Oggi mentre leggo i commenti su questa sentenza (e sulla sentenza della Corte di Cassazione sulla non necessità di intervento per la rettifica anagrafica di sesso di due giorni fa) però penso a quanto tempo speso a lottare per ottenere diritti così semplici, così intuitivi, diritti che non tolgono nulla a chi vi si oppone tanto ferocemente mobilitando le piazze.
Penso al tempo speso in piazza ai Pride a rivendicare con orgoglio piena uguaglianza di fronte alla legge, e al tempo speso in visibilità per mostrare a tutti la bella quotidianità delle nostre famiglie, non ultima un’intervista fatta ieri per un importante programma televisivo e che andrà in onda i primi di settembre.
Penso a quel tempo speso e ne sono fiero, certo… ma quando mi prende lo sconforto perché il traguardo, che sembra vicino, si allontana sempre di un passo mi domando: chi mi restituirà quel tempo speso e che ho tolto alla mia quotidianità, a me stesso, e oggi anche a Luca?

Per fortuna lo sconforto passa in fretta guardando indietro e guardando la felicità che ho costruito nonostante tutto e nonostante tutti, nonostante questo paese che non ci tutela, e soprattutto vedendoLuca che sorride muovendo da solo i primi passi, e incerto procede verso me per abbracciarmi e darmi un bacio sulla guancia.
Adesso che le vacanze sono vicine e sento già il profumo del mare e del sole sulla pelle voglio continuare a credere che le cose davvero stiano cambiando, e anche velocemente, e che presto potremo andare in vacanza anche da queste lotte, ottenendo finalmente ciò che ci spetta di diritto.
Buone vacanze a tutte e tutti!

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]