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Reduce da due giorni bellissimi passati insieme alle altre famiglie arcobaleno in mezzo alla natura, inizio la settimana cercando di raccogliere un po’ le fila di quanto accaduto nei giorni scorsi.

Giovedì sera, infatti, grandi polemiche ha sollevato la trasmissione AnnoUno condotta da Giulia Innocenzi su La7 sul tema delle famiglie omogenitoriali.
Io ho scelto deliberatamente di non vedere il programma perché altrimenti mi sarei fatto un fegato grosso come una casa: avevano chiesto anche alla nostra famiglia di partecipare con la nostra storia, ma visti gli ospiti in studio e letti i commenti su FB e sui media sono stato ben contento che noi non fossimo in quel circo mediatico (ma tantissima stima per le coppie gay che, con pazienza, con la propria preziosa presenza ha tentato di aprire le menti).

Per quanto io sono sicuro, avendole parlato personalmente, che le intenzioni della conduttrice fossero buone e sincere, da quello che mi hanno raccontato ed ho letto il risultato finale è stato catastrofico, e la trasmissione puntava solo alla solita caciara in grado di sollevare l’audience.
Parafrasando Carme Consoli mi viene da pensare: “chi governerà questa furia mediatica?!”

Peraltro ho fatto bene a non vedere il programma né tanto meno a parteciparvi perché un personaggio – tristemente noto per le sue posizioni omofobe e per un giornalino integralista che, dopo nemmeno 3 mesi in edicola, ha fatto flop – tanto per cambiare, per farsi un po’ di pubblicità, ha gravemente offeso in particolare la mia famiglia (sembra sia ossessionato da Sergio, me e Luca)… E proprio per non fargli io della pubblicità sorvolo sul suo nome, ma piuttosto a breve se continuerà con queste gravi offese alla mia famiglia, e in particolare a Luca, deciderò se azionarmi legalmente contro di lui.

Il mio giovedì sera, invece, è stato di tutt’altra sostanza.
Intanto siamo stati alla presentazione che Sergio faceva del libro di Francesca Vecchioni (che era presente) “Ti innamorerai senza pensare”. C’era tantissima gente: famiglie con bambini, anziani giovani… Tutte e tutti molto attenti e partecipativi, una serata bellissima.
Poi arrivato a casa e messo a letto il nano ho finito di leggere tutto d’un fiato il romanzo che una mia cara amica ha appena finito di scrivere e che mi ha dato l’onore di leggere in anteprima: la storia d’amore raccontata è davvero unica nel suo genere e spero tanto che questo romanzo veda presto la pubblicazione perché, oltre ad essere molto bello ed emozionante, credo sia davvero un libro capace di aprire tante menti e tanti cuori… (anzi se qualcuno lavora nell’editoria ed è interessato/a mi contatti in privato!).

Venerdì pomeriggio, poi, ad un dibattito sul matrimonio egualitario (cui io e Luca abbiamo preso parte con estrema pazienza e spirito di abnegazione familiare) uno dei partecipanti ha chiesto a mio marito: “ma la società italiana è quella che viviamo tutti i giorni, aperta e accogliente, oppure quella descritta in parlamento o mostrata in tv nei talk show chiusa e retrograda?”

Anche io mi sono posto questa domanda, e nonostante io sia sempre molto positivo e creda che la società sia pronta qualche dubbio, visto il programma dell’altra sera in tv e visto che in parlamento tutto procede lentamente e faticosamente è iniziato a venire anche a me…

Poi per fortuna la risposta è arrivata subito.
Al parco una bimba di circa 3 o 4 anni si avvicina a Luca e gli chiede: “come ti chiami?”
Io e Sergio rispondiamo insieme: “Luca”.
Allora lei si gira verso la mamma e le chiede: “come mai si chiama Luca?”
E la mamma ci guarda, sorride e le dice: “perché è il nome che hanno scelto per lui i suoi papà”.
La bimba annuisce e continua a giocare con Luca.

Continuo a pensare che la società sia molto più pronta e aperta e accogliente di quanto non si pensi, e finché mi capiteranno begli episodi come questi continuerò a credere che le cose, presto, cambieranno.

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]