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La classica frase che mi hanno detto (mi dicono e mi diranno) gli omofobi per tentare di farmi vacillare è: “beh adesso Luca sembra equilibrato e felice, ma chissà un giorno cosa penserà e che danni avrà questo povero bambino costretto a crescere con due papà.
E allora provi a fargli leggere (non dico capire, che sarebbe troppo) i numerosi studi scientifici in materia, che dicono che in una famiglia omogenitoriale si cresce bene. Ma non basta.
Provi a far vedere e leggere loro le testimonianze dei ragazzi e delle ragazze cresciuti in famiglie omogenitoriali statunitensi. E la loro risposta è: “beh ma che c’entra, quelli sono gli USA, in Italia è diverso”.

E poi finalmente sull’ultimo numero di Marie Claire la giornalista Anna Alberti ha raccolto la testimonianza di Federico, cresciuto con mamma Elena e mamma Giuliana, che ci racconta con la semplicità di un ragazzo di 17 anni cosa ha significato vivere la quotidianità della sua famiglia… dalla “normalità” di due genitori speciali come tanti altri alla rabbia per essere legalmente figlio solo di una delle sue madri.
“Io un figliastro da adottare? Uno stepchild? E perché mai? Io mi sento un figlio e basta”.

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Agli omofobi – o anche solo a chi non si sforza di capire che è l’Amore che crea una famiglia – con serenità mi sento di dire che Luca e Alice – così come Federico – stanno bene, e un giorno se vorranno lo potranno dire da soli.