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Ho iniziato a scrivere questo post mercoledì sera alle 21.15.

Luca come ogni settimana è crollato alle 21 in punto, il marito sempre a Roma ed io disteso sul divano, con il computer aperto e la Tv sintonizzata su The Voice.

Poi la serata ha preso una piega diversa dal solito: per la prima volta nella storia mondiale The Voice è riuscito a fare addormentare persino me (e leggendo la trashcronaca di Matteo capirete come mai).

E quando dico addormentare intendo proprio che ho passato la serata a schiacciare pisolini mentre di tanto in tanto chiacchieravo in chat col mio amico Mattia (il fotografo autore delle famose foto “blasfeme” del Cassero) a proposito di “argomenti impegnati” come ad esempio di quanto la mia vita sia svoltata da quando sono diventato un DILF (tipo questi qui ma un po’ meno figo) e altri argomenti “che ciao levate proprio”, che nemmeno il mio amico Marco ha avuto finora l’indecenza di trattare nel suo fantastico blog.

La parola DILF mi ha aperto un mondo, ma direi che sia proprio il caso di risparmiarvelo, almeno per il momento, con la promessa di tornarci però prossimamente! 🙂

Piuttosto però tutti quei discorsi sul mondo dei giovani gay e sui latin lovers “de noartri” mi hanno fatto venire voglia di una delle solite incursioni mie e di Luca, visto che erano settimane che non ne compivamo una.

E allora ieri pomeriggio, giovedì, ci siamo fatti belli e siamo andati a passeggiare e fare merenda in uno dei parchi vicino casa, a caccia di povere vecchiette indifese per fare stragi di cuori.

La strategia è semplice e collaudata: Luca ne intercetta una per strada o al bar o in bus o dove capita (il parco, col bel tempo, rimane uno dei nostri posti preferiti), quindi inizia a sorriderle e a guardarla con i suoi begli occhioni.

La povera vecchietta di turno, vedendo questo bimbo carino di pochi mesi e un padre che durante il giorno invece che lavorare lo accudisce amorevolmente, si ritrova subito perdutamente innamorata e si avvicina.

Ed ecco che entra in scena il mio IO oscuro, perfido e diabolico come pochi.

La vecchietta, puntualmente, inizia a fare un sacco di complimenti a Luca: “ma che bel bambino”, “ma che bel sorriso”, “ma che grande” ecc. ecc.

Io sorrido sotto i baffi e intanto aspetto una delle classiche domande.

In genere, dopo un po’, la domanda preferita che le vecchiette amano fare, è la seguente: “Ma questi bei capelli rossi da chi li ha presi suo figlio? Da sua moglie?”

Ed ecco che io faccio uno dei miei sorrisi a 32 denti e dico, laconico: “mia moglie? no, guardi non ho nessuna moglie“.

La vecchietta allora, un po’ imbarazzata ma in uno slancio di presupposta super modernità, in genere mi fa: “ah mi scusi, la sua compagna allora…”. Si gira verso Luca (che continua a fare il latin lover con il suo collaudato fiuto per i tempi teatrali) e gli dice: “allora, questi bei capelli rossi li hai presi dalla mamma”?

Ed ecco che guardo la vecchietta, le sorrido amabilmente e ad alta voce le dico:“no guardi, mio figlio non ha nessuna mamma: ha due papà”.

A quel punto le opzioni sono varie:

– qualcuna non capisce e rimane con un enorme punto interrogativo o un gocciolone sulla testa (stile cartoni animati giapponesi);
– qualcuna abbozza un sorriso e farfuglia delle frasi tipo: “ah sì, ho visto un servizio in tv”;
– la maggior parte invece si blocca e rimane di pietra. Gelo. Cuore della vecchietta che si rompe in frantumi. Silenzio. Sipario.

E intanto Luca – in ogni caso – continua a parlare nella sua lingua incomprensibile e a ridere, spensierato.

Lo so, lo so: sono una pessima persona…

Però in compenso sono un ottimo papà. Almeno fino a che Luca non avrà il dono della parola e non potrà dire il contrario 🙂

[Il presente brano del blog Luca ha due papà è stato pubblicato in anteprima su Gay.it]