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Giulio è il protagonista di uno dei brevi racconti che ho appena pubblicato per finanziare il progetto contro il bullismo nelle scuole Bye Bye Bulli.
A differenza di suo padre, di tanti adulti, e persino di alcuni suoi coetanei, Giulio sa di che colore è l’Amore.

Se allo stesso modo chiedessi a mio figlio Luca di che colore è la Felicità lui probabilmente saprebbe rispondermi.
Io invece non so dirvi di che colore sia la felicità, però so dirvi che numero ha per me, a partire da mercoledì scorso: 12962.
Per l’esattezza il numero completo è 12962/2016, ovvero il numero della sentenza della Corte di Cassazione che ha ridato dignità alle nostre famiglie, e soprattutto ai nostri figli, mettendoli nella condizione di essere uguali agli altri di fronte alla legge.

Quella di mercoledì è una grande vittoria, di civiltà innanzitutto.
È una vittoria delle famiglie arcobaleno ed in primis è una vittoria delle bambine e dei bambini con due mamme o due papà che potranno aspirare a vedere riconosciuto un vincolo giuridico che era stato negato troppo a lungo, persino dal Parlamentoqualche mese fa nell’approvare la legge sulle unioni civili.

Ancora una volta nell’immobilismo più assoluto del nostro legislatore in Italia i diritti si conquistano, lentamente e faticosamente, nei tribunali dove evidentemente c’è qualcuno che si ricorda che “la legge è uguale per tutti”.

Di strada da fare per la piena eguaglianza ce n’è ancora tanta, ed è per questo che anche domani saremo in piazza per il Pride e vi aspettiamo numerosi: a Bologna (dove saremo io, Luca e Sergio), a Milano, Perugia, Latina, Caserta e Cagliari.

Per oggi, però, voglio lasciare da parte le lotte e le rivendicazioni.
Oggi ho solo voglia di sorridere e festeggiare, e ricordare che la felicità a volte può essere anche “solo” un numero.